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Transition Town: La psicologia del cambiamento

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Written by enricolistico

28/02/2011 at 10:01

Le Città di Transizione – il cambiamento: metodi e sistemi

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Il movimento delle Città di Transizione, partendo dallo stato attuale del Pianeta e della società, invita all’azione concreta in una visione positiva e condivisa del futuro. Perché, e quando, si comincia a cambiare? Una delle risposte più forti offerte dalle Transition Towns è che il cambiamento è più incisivo se viene agito da un gruppo di persone. Intessere una rete di relazioni, allora, diventa strumento indispensabile.

Articolo di Deborah Rim Moiso

Ho davanti a me una ventina di persone, disposte in un cerchio piuttosto sgangherato. Dal volontario del Commercio Equo in venti strati di cotone bio allo studente in jeans al signore anziano in camicia a scacchi, c’è un sacco di gente diversa. Per farmi sentire devo urlare: l’acustica è terribile, in questo cortile, la voce rimbalza tra le pareti antiche, tra le pietre. Ma poco importa, perché il gioco è semplice e dopo qualche momento di caos la struttura comincia ad auto-organizzarsi. Per i prossimi quindici minuti li osservo ridere come dei matti mentre, lanciandosi un gomitolo di filo rosso, se ne escono con straordinarie perle di saggezza del tipo “e io che sono il rospo mi mangio la mosca”.

Il gioco che stiamo facendo si chiama Rete della Resilienza, e probabilmente anche in questo momento qualcuno, da qualche parte, lo sta giocando per la prima volta. Altrettanto probabilmente, chi lo fa ha qualcosa a che vedere con le Città di Transizione, o Transition Towns (anche se il gioco esiste da prima, in varie incarnazioni, e viene usato per illustrare un sacco di cose).

Spiegare in poche parole che cosa siano, queste Città di Transizione, è un compito piuttosto difficile. Le serate che si tengono per introdurre l’argomento, delle piccole conferenze-chiacchierata dette, all’anglosassone, Transition Talks, prendono almeno due ore. Poi basta un gioco, e probabilmente quello della Rete è il migliore, e la faccenda passa dal cervello al cuore, gli occhi si accendono e si capisce tutto in un attimo.

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Written by enricolistico

08/01/2011 at 12:39

Creativi Culturali: un momento di svolta

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La categoria dei creativi culturali nasce da una critica e disillusione nei confronti della visione del mondo sinora dominante, imperniata sulla quantità, sul materialismo e sul potere; tuttavia la definizione “creativi culturali” sottolinea come tali persone non si limitano a prendere le distanze dalla cultura dominante, ma siano al contempo impegnate a ricercare e promuovere nuovi valori e nuove concezioni dell’essere umano e del mondo – insomma a creare una nuova cultura.

Quelli che per i nostri antenati rappresentavano i punti cardinali della vita – la religione, la patria, la famiglia, il lavoro fisso, la stabilità economica, l’obbedienza ecc. – stanno perdendo, nell’epoca contemporanea, gran parte del loro significato e della loro centralità sociale.

Tuttavia, crollano le ideologie, ma non la ricerca di ideali; va in crisi un certo modo di intendere l’economia, ma non il bisogno di lavorare e produrre; perde terreno la religione, ma non il bisogno di spiritualità; si sfalda il matrimonio, ma non l’esigenza di intimità, di fare coppia e di generare figli.

Insomma, cadono le istituzioni e le rappresentazioni sociali che davano forma a certi bisogni, ma non i bisogni stessi, che sono insiti nell’essere umano e pertanto universali. Non c’è dunque da preoccuparsi troppo se sempre meno persone credono nel valore della patria, poichè molte di esse stanno semplicemente ampliando il loro concetto di “patria”, passando dai confini della loro nazione a quelli dell’intero pianeta.

Analogamente, le religioni vacillano perchè sempre più persone si sentono troppo strette all’interno di dottrine oppressive e chiuse in se stesse anelano ad una religiosità che sia libera da dogmi rigidi e istituzioni autoritarie e manifesti uno spirito interreligioso che trascenda le singole chiese, i singoli credo e riunisca veramente gli individui e i popoli, come l’etimologia del termine vorrebbe (da religare = unire insieme), invece di dividerli in sterili e spesso cruente dispute su chi abbia il monopolio sul vero Dio.

Un numero sempre più consistente di persone è ormai convinto che la felicità sia connessa ad una maggiore attenzione agli aspetti qualitativi della vita invece che a quelli meramente quantitativo-materiali.

Possono sembrare desideri irrealizzabili, utopie di pochi sognatori, ma non è affatto così. Si tratta anzi di un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto nei paesi socialmente ed economicamente più avanzati, e dovuto a vari fattori: primo tra tutti il fatto che, una volta risolti i problemi legati alla sopravvivenza e al benessere materiale, ogni essere umano inizia ad avvertire esigenze più sottili – culturali, socioaffettive, psicologiche, esistenziali, spirituali – indispensabili per una sua più completa realizzazione personale.

Finchè le persone vivono in ristrettezze materiali non possono che puntare a soddisfare le esigenze più immediate di sopravvivenza e sicurezza.

Tratto da: giopop.blogspot.com

 

Written by enricolistico

02/01/2011 at 18:12

Natale da Creativi Culturali

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Il Natale è alle porte. Ma com’è e cos’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?

Natale. Per molti una festa religiosa in cui si celebra la nascita del figlio di Dio. Per altri una festa legata ai regali, al consumismo, ai pranzi di famiglia più o meno sentiti, più o meno obbligatori.

Per i bambini il giorno più bello dell’anno, quello in cui si aprono i pacchetti sognando i regali tanto desiderati, in cui arriva Babbo Natale, in cui immaginazione e magia per un attimo si confondono e si tramutano in realtà.

Ma cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, in equilibrio con persone, animali e natura? Che cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?

Ad uno sguardo superficiale può sembrare un Natale noioso, privo di magia, di calore, di allegria. E forse in alcuni casi lo è.

Ma chi vive autenticamente questi valori, forse, è il vero mattatore delle feste natalizie.

Vediamo alcuni casi.

Sapori e odori. Il Natale, si sa, è tempo di tradizioni. E quindi milioni di italiani si affannano a ripetere ossessivamente il medesimo menù, spesso a base di carne. Per i vegetariani diventa difficile accettare l’invito al pranzo di famiglia. Devono destreggiarsi tutto il tempo tra parenti vecchi e “nuovi” che premurosamente lo ossessionano per tutta la durata del pranzo. Le frasi da lui più pronunciate? “No grazie”, “sì, sono vegetariano”, “no, davvero, sto bene così”.

Gli altri commensali si avventano con passione sulle pietanze, ma spesso finiscono con il rimanere delusi nella ripetizione sempre più nota di gesti, gusti, sapori.

Il Natale, invece, nelle sue diverse accezioni, è una festa di rinascita e richiederebbe un’evoluzione, una scoperta, un ampliamento.

E qui arriva la riscossa del vegetariano! Quest’anno tocca a lui organizzare il menù. Schiere di parenti arrivano angosciati a casa sua. Cosa gli toccherà mangiare? I più previdenti si sono organizzati nascondendo nella borsetta di lei un agnello, del ragù di cinghiale, e un quarto di bue per i momenti di sconforto.

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Written by enricolistico

25/12/2010 at 19:26

FUTURE BY DESIGN (2006)

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Written by enricolistico

18/12/2010 at 22:36

Creatori del nuovo

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Si può costruire qualcosa di nuovo, libero; uno spazio dove la Solidarietà reciproca sia la norma e dove non ci siano secondi fini e manipolazione?

La risposta e che si può, ma solo dopo aver abbandonato i vecchi schemi di pensiero e di approccio alle varie problematiche. Il nuovo mal si concilia con gli schemi di potere, complotti, corruzioni. Il nuovo non si può costruire solo nella forma e nella sostanza rimanere vecchio, perché si disintegra da solo in un battito di ciglia. Il nuovo deve essere nuovo nella forma e nella sostanza perché è il solo modo che ha per poter crescere e radicarsi profondamente.

Le persone sono dotate di un sesto senso, che per adesso è molto “sonnacchioso” ma che avrà un peso molto importante nel prossimo futuro e quello è l’intuito. Se di nuovo si deve parlare, questo deve essere fino in fondo altrimenti la partita è persa in partenza. Filtrate, usate il vostro intuito per verificare la veridicità di qualcuno che vi sta prospettando un qualcosa, da un lavoro, ad un’idea, alla vostra adesione ad un progetto o ad un movimento. Se vi risuona dentro senza attriti allora andate avanti e così fate ogni volta che vi viene richiesta un’azione.

Chi si avvicina al nuovo pensando di manipolarlo, averne ritorni, ottenere potere ecc. viene respinto perché non sarà in armonia con l’essenza del nuovo, perché vorrà replicare i suoi schemi in quel nuovo che invece, essendo nuovo, sfugge a tutto ciò. Leggi il seguito di questo post »

Written by enricolistico

18/12/2010 at 09:27

L’unione dei Creativi Culturali

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I Creativi Culturali sono libere persone impegnate per creare un mondo migliore.

Sono persone che promuovono un nuovo modello di vita, basato su una società giusta e pacifica, un’economia libera ed etica, uno sviluppo ed una crescita eco-sostenibile, un’umanità consapevole di se stessa.

Auspicano stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.“Non siamo posseduti dall’idea di “avere più cose”, piuttosto siamo attratti nell’avere “nuove ed uniche esperienze”. Studiosi e promotori di terapie e medicine alternative, della Pace, di cibi naturali, della psicoterapia, di corsi e seminari di crescita personale, di nuove forme di spiritualità.

Sosteniamo il consumo critico e siamo orientati all’acquisto e fruizione di prodotti culturali, in molti casi siamo i promotori stessi della cultura.” Sono i valori e visioni del mondo che creano e determinano le direzioni che le civiltà incanalano.

I Creativi Culturali rappresentano uno spazio di incontro dove ognuno può ri-trovare quelle importanti parti di se stesso troppo spesso lasciata nascoste da una società incurante e fuorivante. I Creativi Culturali sono oggi l’avanguardia concreta e pratica di un nuovo etico, ecologico, sostenibile e necessario paradigma umano.

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Written by creativiculturali

17/12/2010 at 16:02

Pubblicato su Manifesti

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