Creativi Culturali News

Nuove Persone, nuovo Pensiero, nuova Cultura, nuove Soluzioni

Archive for dicembre 2010

La Guarigione

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Written by enricolistico

29/12/2010 at 12:29

Transition Economy

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Written by enricolistico

28/12/2010 at 23:41

I “Moderni” e i “Creativi Culturali”

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Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C’erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull’onore e sulla dignità.

Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti. Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.

Questi sono stati i risultati principali:
La principale corrente culturale americana è la cultura dei “moderni”. I moderni sono forti sostenitori della società dei consumi, condividono la razionalità che ha formato gli USA e che ne ha fatto la più grande economia mondiale. La loro cultura è quella delle banche e delle borse, degli uffici nei grattacieli e delle multinazionali; i loro valori vengono insegnati nelle scuole e negli college per le classi dirigenti.
Nel 1999 questa era la cultura del 48% della popolazione Americana: 93 milioni dei circa 193 milioni di adulti, più uomini che donne. Il reddito familiare era tra $40.000 e $50.000 all’anno, collocando così i moderni tra la fascia di reddito medio superiore.

Mentre negli USA dominano ancora i moderni, c’è ora un’altra cultura che sta crescendo rapidamente. Questa è la cultura dei “cultural creatives”. Nel 1999 i “cultural creatives” – i creativi culturali erano appena il 23,4% della popolazione americana, con almeno il doppio delle donne rispetto agli uomini, la maggioranza proveniente da classi medie o benestanti.
Persone in queste culture contrastanti pensano in molti modi diversi, e il loro modo di pensare produce vari e diversi stili di vita.

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Written by enricolistico

28/12/2010 at 15:06

Sociedad Creativa – Creativi Culturali Spagna

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Sembra che si stia creando un nuovo movimento spontaneo nelle società dei paesi più avanzati…

Qui riporto un articolo che si sta proponendo al dibattito scientifico in un ciclo si seminari dell’università di Granada.

Nicola Comunale

I CREATIVI CULTURALI: LA NASCITA DELLA COSCIENZA CREATIVA, JUAN PASTOR BUSTAMANTE – MADRID, SPAGNA.

La ripercussione crescente che hanno gli incontri del Foro Sociale sono il riflesso del fatto che esistono nuove forme di percepire la realtà che incominciano a concettualizzarsi. Un movimento culturale si sta svegliando nel nostro pianeta. Sono i denominati creativi culturali CCs.

Questo concetto è stato coniato da Paul Ray e Sherry Anderson che dopo 30 anni di ricerca sui valori della società statunitense hanno constatato l’esistenza di questa, per il momento, sottocultura. Secondo un altro autore Richard Florida, autore del best seller “the rise of creative class”, si tratta di una classe sociale in auge negli Stati Uniti alla quale appartengono quelle persone che sono pagate per creare siano essi scienziati, ingegneri, educatori, avvocati, giornalisti.

La mia esperienza nella dinamizzazione di comunità virtuali internazionali mi fa constatare che con distinta intensità quel cambiamento si sta producendo in tutto il mondo più verso la nascita di una nuova coscienza o cultura che non verso una classe sociale.

Il perché è una nuova cultura si basa sul fatto che persone di differenti luoghi, classi sociali, sessi, religioni o livelli di studi condividono alcuni valori. Solo negli Stati Uniti si collegherebbero con questi valori, secondo Ray ed Anderson, 50 milioni di persone e stimano che nell’Unione Europea possono appartenere a questa sottocultura tra 80 e 90 milioni di persone.

È lei un creativo culturale?

Tutti gli investigatori coincidiamo nel fatto che il principale scoglio nell’evoluzione di questo movimento è la mancanza di coscienza di appartenenza ad un gruppo. Si continuano ad utilizzare le vecchie etichette per i nuovi concetti. Considero che è conveniente rinnovare il nostro sguardo e scoprire le nuove possibilità che stanno sorgendo. L’incertezza che genera ogni novità si risolve con l’informazione, la riflessione e la comunicazione; ma soprattutto con un atteggiamento aperto.

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Written by enricolistico

27/12/2010 at 02:51

Natale da Creativi Culturali

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Il Natale è alle porte. Ma com’è e cos’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?

Natale. Per molti una festa religiosa in cui si celebra la nascita del figlio di Dio. Per altri una festa legata ai regali, al consumismo, ai pranzi di famiglia più o meno sentiti, più o meno obbligatori.

Per i bambini il giorno più bello dell’anno, quello in cui si aprono i pacchetti sognando i regali tanto desiderati, in cui arriva Babbo Natale, in cui immaginazione e magia per un attimo si confondono e si tramutano in realtà.

Ma cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “vivere ecologico”, in equilibrio con persone, animali e natura? Che cos’è e com’è il Natale per chi cerca di “decrescere”, di allontanarsi dalla società mercificata per riscoprire il valore del dono, del tempo libero, della lentezza e dell’ozio?

Ad uno sguardo superficiale può sembrare un Natale noioso, privo di magia, di calore, di allegria. E forse in alcuni casi lo è.

Ma chi vive autenticamente questi valori, forse, è il vero mattatore delle feste natalizie.

Vediamo alcuni casi.

Sapori e odori. Il Natale, si sa, è tempo di tradizioni. E quindi milioni di italiani si affannano a ripetere ossessivamente il medesimo menù, spesso a base di carne. Per i vegetariani diventa difficile accettare l’invito al pranzo di famiglia. Devono destreggiarsi tutto il tempo tra parenti vecchi e “nuovi” che premurosamente lo ossessionano per tutta la durata del pranzo. Le frasi da lui più pronunciate? “No grazie”, “sì, sono vegetariano”, “no, davvero, sto bene così”.

Gli altri commensali si avventano con passione sulle pietanze, ma spesso finiscono con il rimanere delusi nella ripetizione sempre più nota di gesti, gusti, sapori.

Il Natale, invece, nelle sue diverse accezioni, è una festa di rinascita e richiederebbe un’evoluzione, una scoperta, un ampliamento.

E qui arriva la riscossa del vegetariano! Quest’anno tocca a lui organizzare il menù. Schiere di parenti arrivano angosciati a casa sua. Cosa gli toccherà mangiare? I più previdenti si sono organizzati nascondendo nella borsetta di lei un agnello, del ragù di cinghiale, e un quarto di bue per i momenti di sconforto.

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Written by enricolistico

25/12/2010 at 19:26

BUON NATALE

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Written by enricolistico

24/12/2010 at 19:52

Lo scienziato Gregg Braden e questo momento storico

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GREGG BRADEN – FRACTAL TIME
13 ottobre 2010 – Sala Congressi del Centro Fiera Del Garda di Montichiari (BS)

18,00 – 20,00 – Il Codice del Tempo (Fractal Time)
20,30 – 22,30 – La scienza dei Miracoli (The Sciente of Miracles)

Il convegno ha come tema le ultime scoperte in rapporto alla ciclicità del tempo e sulla fine della nostra era; un periodo questo definito “uno dei più importanti nella storia del mondo”. Dalla ciclicità del tempo ai concetti dei momenti estremi, dal calendario Atzeco a quello Maya, dalla antiche civiltà scomparse ai rischi attuali, dal concetto dei frattali alla codifica del tempo, dal linguaggio del cuore ai punti critici di scelta.

Il messaggio che lo scienziato vuol passare è forte e chiaro: oggi siamo ad un punto critico della nostra civiltà, come è successo altre volte nella storia del pianeta. La sfida alla quale siamo chiamati è nel non commettere i soliti errori delle antiche civiltà che per paura ed incomprensione hanno fatto guerre segnando così la loro fine. Il palcoscenico è pronto, le possibilità ci sono tutte, la nostra coerenza e il nostro cuore sono il segreto.

Ore 18, Gregg Braden è atteso sul palco della sala del centro congressi di Montichiari. La sala è gremita, oltre 500 persone sedute, ordinate, in attesa. La prima fila è riservata a giornalisti ed associazioni; oltre noi che rappresentiamo Altro Giornale e Spirito Libero, riconosciamo il Messaggero Veneto, il Centro Olistico di Busto Arsizio. Accanto prendono posto Marco Columbro, Daniele Bogiatto, Barbara Comerio. L’equilibrata voce di Alvise, autorevole responsabile organizzativo della serata, annuncia l’arrivo di Gregg Braden, l’uomo più atteso.

PRIMA PARTE

Analisi della situazione attuale
Partendo dall’analisi delle crisi globali lo scienziato velocemente punta l’attenzione sul concetto di estremo. Gli estremi globali, gli estremi umani, gli estremi personali. Questo sarà un perno al di sopra del quale verrà strutturata tutta la conferenza. L’aspetto frattale del tutto vede nel nostro stato d’essere il principale responsabile dei rischi di questo cambio d’era.

Un sottile ma necessario passo indietro porta l’attenzione alla ciclicità del tempo e alle antiche civiltà che ci hanno preceduto. Dai resoconti indù degli yuga, al calendario Atzeco, fino al Lungo Computo dei Maya, la conclusione della nostra era è stata pronosticata come un periodo di guerre, sofferenze, sfrenatezze e disuguaglianze.

Attraverso una selezione di diapositive di antichissimi siti archeologici Braden ci presenta le tracce di civiltà scomparse che segnano ciclicamente i cambi delle ere mondiali. 5.000 anni fa in Perù (area del Coral), 10.000 anni fa tra India e Pakistan (Indus Valley) e 15.000 anni fa in Bolivia (nei pressi di Titicaca).

Una sequenza di grafici comparativi presenta la quantità dell’energia solare su scala millenaria. Tra alti e bassi la nostra attenzione viene diretta nei momenti critici di ogni cambio d’era. I grafici dimostrano chiaramente che la quantità di energia solare del nostro periodo storico è esattamente uguale a quella di 5.000 e 10.000 anni fa. Attraverso questo grafico lo scienziato spiega che il cambiamento climatico che stiamo vivendo oggi è diretta conseguenza dell’aumento delle temperature che deriva dalla quantità di energia solare emessa. Lo scioglimento dei ghiacci crea l’innalzamento dei mari e con questo il sostanziale cambio climatico. I cambiamenti che vediamo oggi sulla terra sono “normali” in questi momenti di cambiamento d’era.
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Written by enricolistico

24/12/2010 at 02:38

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