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Creativi Culturali

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ERVIN LASZLO
Il cambiamento di paradigma nella realtà dei Creativi Culturali

“Il cambiamento di paradigma è il cambiamento del comportamento.
Questo cambiamento accade già, fosse da creare dall’inizio, da zero, sarebbe utopia.
C’è già, esiste un movimento del nuovo paradigma, del comportamento suggerito ed ispirato dal nuovo paradigma.
Questi sono i membri della nuova cultura e questa cultura si chiama Creativi Culturali.
Questa è la grande speranza del nostro mondo; cambia la mentalità, cambia la coscienza, cambia nella direzione giusta, nella direzione Olistica.
Senza questo cambiamento l’impresa di creare un mondo sostenibile sarà molto idealistico, utopistico.
Ma i Creativi Culturali esistono, questo movimento cresce molto rapidamente; sono quasi in tutti i paesi, soprattutto nei paesi industrializzati. Nei paesi dell’Est fa già più parte della tradizione, ma qui da noi vediamo che cambia il paradigma e il comportamento e diventa più integrale.
La ricerca dell’integralità, nel cibo, nella medicina, nello stile di vita, nella maniera di interazione tra le persone e con la natura.
Queste grandi esperienze unite alla crescita di cultura si chiama Creativi Culturali”.



ERVIN LASZLO – ENRICO CHELI – PAUL H.RAY – NITAMO MONTECUCCO – FRITJOF CAPRA
Chi sono i Creativi Culturali, gli studi sociali, la massa critica, il cambiamento

“C’è un movimento del nuovo paradigma, del comportamento suggerito ed ispirato dal nuovo paradigma. Questi sono i membri della nuova cultura e questa cultura si chiama Creativi Culturali.
In questa evoluzione culturale a cui stiamo assistendo negli ultimi 40-50 anni, un posto molto importante è rappresentato da quelli che il sociologo americano Paul H.Ray ha chiamato i Creativi Culturali.
Dal 1986 sto facendo una ricerca su quelle persone che io chiamo Creativi Culturali e ho potuto notare un cambiamento in tutto il processo che da origine a un nuovo tipo di cultura nel mondo occidentale”.

“Chi sono i Creativi Culturali? Sono persone che vogliono costruire una nuova cultura, creare una nuova cultura, che non si accontentano di ereditare la cultura del passato e che in qualche modo propongono nuovi valori, nuovi stili di vita. Questi modelli sono modelli olistici, sono modelli che vedono al pianeta terra come a un tutt’uno, come ad un organismo vivente”.

“Quello che James Lovelock chiamava Gaia. Un organismo vivente e in qualche misura cosciente; vedono l’essere umano come un centro di coscienza finalizzato all’evoluzione di se e della specie e in qualche modo portatore di responsabilità nei confronti di se stesso e di tutta la natura. Questi Creativi Culturali sono molto attenti ai valori ecologici, sono molto attenti ai valori della pace, a quelli delle relazioni e a quelli della crescita personale”.

“Varie ricerche svolte in America e anche recentemente in Italia dimostrano che quasi 1/4 della popolazione, se non addirittura di più, è in qualche modo riconducibile a questa categoria”.

“Si sta assistendo ad un aumento del numero di persone coinvolte da questo cambiamento dei Creativi Culturali. Le persone che hanno cambiato la propria vita negli ultimi 10-12 anni, sono passate in proporzione dal 26 al 33%, due volte più velocemente che nel passato”.

“Il numero delle persone preoccupate per le questioni planetarie, l’ecologia e la salute, è in realtà molto più amplio delle persone che hanno cambiato la propria vita, per cui uso il termine Creativi Culturali per le persone che hanno effettivamente cambiato il loro stile di vita, i loro valori e il loro modo di vedere il mondo; gli altri hanno solo cambiato alcuni pezzettini della propria visione, ma sono persone che comunque vogliono contribuire ad un cambiamento. Se i Creativi Culturali sono negli stati uniti il 33%, le persone che sono pronte a fare qualcosa sono il 75%”.

“Io parlo di una rete internazionale, globale, di organizzazioni non governative che formano una società civile globale che oggi è diventato un attore politico molto importante. Secondo me ci sono tre centri di potere oggi, c’è il governo, le aziende e poi c’è quella società civile globale che è una rete molto attiva e effettiva”.

“Arriveremo a un punto, e questo è quanto che molti studiosi e molti esperti sostengono, in cui sarà raggiunta una massa critica, cioè un numero di persone talmente elevato che si riconosce in questi valori, che produrrà un cambiamento molto profondo e molto rapido all’interno della società. La massa critica può anche essere pensata come una piccola minoranza attiva ben coesa al proprio interno, capace di influenzare determinati processi sociali molto più di una maggioranza numerosa ma in qualche modo non altrettanto ben inserita”.

“Siamo di fronte a un fenomeno molto dinamico, un fenomeno che sfugge a noi stessi addetti ai lavori. Esiste un libro che presenta in anteprima mondiale questi risultati, non solo quelli dell’indagine italiana ma anche quelli dell’indagine americana del 2008, dell’indagine Giapponese, di quella Francese e di altre indagini che ancora non sono state completate ma che sono in corso”.

“I Creativi Culturali dagli anni ’70 a metà degli anni ’90 sono passati dall’1% al 25%, e da metà degli anni ’90 fino agli inizi del 2000 sono saliti di altri 10 punti, arrivando al 35%. Tra pochi anni dovrebbero riuscire ad arrivare al 51%, arrivare alla massa critica. Già oggi è stimato il numero dei Creativi Culturali oltre il miliardo di persone”.

“Ma dove sono? Non li vediamo perchè alle televisioni non ne parlano, i giornali li ignorano, non ci sono programmi dedicati a questo enorme ed importantissimo fenomeno sociale e culturale. Ma possiamo vederli nella vita, vedere quante infinite associazioni in tutto il mondo agiscono per la tutela dei diritti umani, contro la guerra, per la pace, per creare ecologia, sistemi rinnovabili, per portare una parola di ecologia nella medicina, nella psicologia, per creare una ricerca interiore, sviluppare le forme di meditazione e di ricerca spirituale”.

“Tutte queste persone devono prendere coscienza che sono un’unità, una grande cultura unitaria. Nel momento in cui i Creativi Culturali inizieranno ad allearsi, noi inizieremo una vera civiltà planetaria”.



PAUL HAWKEN
Il Movimento della Moltitudine Inarrestabile

“Nella mia visione noi siamo parte di un movimento, che è più grande e più profondo e più esteso di quanto noi sappiamo o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto al di la del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede una ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio”.

“Questo movimento senza nome è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto, la stessa parola movimento è troppo ristretta per definirlo; nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi, inappagabile ed instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori economici, culture, regioni e comunità, sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza distinzioni. Ha molte radici ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale”.

“Questi tre settori e le loro branchie si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono. Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie, questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civile ed umani, è un movimento democratico, questo è il mondo che verrà”.

“Esiste una lunga lista di almeno 130mila organizzazioni che in tutto il mondo lavorano per la giustizia sociale ed ambientale. E’ una stima per difetto, potrebbero essere 250mila gruppi o forse anche 500mila. Neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento. Esso si basa sulle affinità , sulla comunità, sulla simbiosi, è Pacha Mama, capite è la Madre Terra che risponde che si sta svegliando. Quelle centinaia di migliaia di organizzazioni attive sono i vostri simili, questo vi può dare l’idea di quanto grande e globale sia questo movimento”.

“E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perchè siamo abituati agli eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perchè non c’è un presidente per quello che stiamo facendo. Quello che l’umanità sta creando è completamente sconosciuto; questo movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce, è in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, è in ogni gruppo etnico al mondo”.

“Questa è la prima volta che sul pianeta terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del XX secolo le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni, hanno dominato le nostre convinzioni.
Sono le ideologie che hanno dominato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo, il fascismo, il nazismo. Nelle parole di Edd Hunt le ideologie hanno fermato la terra, blindandola, hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del territorio, il che non è stato piacevole”.

“Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi sappiamo dove si trova la salvezza, in quanto biologi, e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia: la salvezza si trova nella diversità”.

“Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità, per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati delle ideologie”.

“Tocca a noi decidere come saremo, chi saremo. Questo è ciò che vuol dire ricostruire, questa è la capacità di risposta che ha a che fare con la possibilità e le soluzioni, l’umanità sa cosa deve fare”.



FLASHBACK DAL PIANETA VERDE
Il caos pre-rinascimento

“Dopo l’era industriale ci sono stati i grandi processi.
Chi fabbricava prodotti nocivi per la salute degli umani, degli animali e delle piante e stato accusato di genocidio e crimini contro il pianeta”.

“Le industrie ago-alimentari e chimiche, i fabbricanti di armi, tabacco e alcool, le industrie farmaceutiche e nucleari, i costruttori di automobili, gli architetti, medici e politici che si erano arricchiti lasciando fare”.

“E’ stata la guerra civile e poi il boicottaggio. Tutto quello che era stato nocivo per la salute non si comprava più o si buttava. Fu l’arma vincente, senza vendite niente potere, l’esercito e la polizia erano impotenti”.

“Venne chiamata l’epoca del caos pre-rinascimento”.

 

Written by enricolistico

03/01/2011 a 13:10

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