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Nuove Persone, nuovo Pensiero, nuova Cultura, nuove Soluzioni

Risveglio della Coscienza Globale (1° parte)

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Il modello proposto da Nitamo Montecucco e dai Creativi Culturali del Villaggio Globale di Bagni di Lucca.

Il risveglio della coscienza globale è la chiave dell’attuale crisi globale, l’unica alternativa ad un futuro sostenibile. Riteniamo che questa sia l’epoca della grande liberazione dagli schemi del passato, e che le tecniche per lo sviluppo del potenziale umano rappresentino il più potente strumento di rivoluzione interiore.

Un nuovo pianeta ha bisogno di nuovi esseri umani, più consapevoli e armonici. Il risveglio della coscienza individuale verso una coscienza planetaria è l’unica soluzione per rimediare alla drammatica situazione ecosistemica del nostro pianeta.

E’ necessario che ogni persona sappia che esistono metodi e tecniche largamente sperimentate che possono aiutare chiunque a superare i propri limiti, a sciogliere le proprie paure, a riscoprire in sé la vitalità e la spiritualità naturali, a seguire coraggiosamente i propri sentimenti e la propria strada.

Macroshift: Il cambiamento globale
Scegliere consapevolmente un futuro sostenibile per il nostro pianeta

Con il termine macroshift si intende il cambiamento globale, di pensiero e di vita, che una parte dell’umanità sta affrontando e che l’intera umanità dovrebbe scegliere sempre più consapevolmente nell’immediato futuro.

La crisi globale, ecologica, sociale e umana, impone una scelta tra infiniti futuri possibili. Lo Stato del Pianeta è drammatico, tutti i parametri di rischio ambientale, umano e politico – dal surriscaldamento alla sovrappopolazione alla militarizzazione – sono in costante peggioramento.

Non fare nulla significa accettare lo stato attuale e il futuro che comporta.
Dobbiamo scegliere il nostro destino, quello che veramente vogliamo: se continuare l’attuale sviluppo verso un futuro sempre più industrializzato, inquinato, militarizzato e senza rispetto per le minoranze e i paesi poveri, o scegliere un radicale cambio di rotta nella storia umana, un macroshift, una radicale trasformazione del modo di vivere, pensare, comunicare, cooperare ed evolvere insieme verso una civiltà planetaria.

Questo cambiamento e già in atto in ogni stato del mondo con i “creativi culturali” e la nuova cultura emergente, anche se ancora in modo sommerso, minoritario e quindi poco influente nelle decisioni politiche, economiche, sociali, belliche, ecologiche.

Il termine macroshift è stato proposto per la prima volta dal Prof. Ervin Laszlo, filosofo della scienza dei sistemi e promotore della coscienza planetaria, presidente del Club di Budapest e già docente in rinomate università statunitensi ed europee, che ha da pochi mesi pubblicato negli Stati Uniti il libro Macroshift, cavalcare la trasformazione che – per l’attualità del tema, anche in relazione alle ansie internazionali per l’incerto futuro collettivo – è già stato tradotto in nove lingue.

Il concetto di macroshift è di fondamentale importanza per comprendere in modo articolato e reale le differenti dimensioni di questo fenomeno planetario e dei suoi possibili sviluppi economici, sociali, spirituali. Gran parte della nuova intelligenza planetaria si sta muovendo in questa direzione, per stimolare una crescita umana, un’evoluzione della coscienza globale.
Ognuno di noi deve diventare consapevole del proprio potere di decisione, e decidere!

Il popolo dell’arcobaleno e la coscienza planetaria

Oggi, in particolare dopo le oceaniche manifestazioni per la pace che hanno portato in piazza almeno 110 milioni di persone in 600 città di ogni parte del globo, stiamo testimoniando il più importante evento storico dall’inizio dell’umanità: la nascita della civiltà planetaria. Una cultura nuova, formata da tutti quegli uomini e donne di profonda coscienza e di “buona volontà” che vivono e operano per il bene comune, per l’alleanza tra i popoli e la natura, per l’etica e i diritti umani ed ecologici.

Osservando le moltitudini di ogni colore, razza e ceto, si comprende la bandiera di arcobaleno che portano, rievocando i miti antichi sudamericani del risveglio del “popolo di arcobaleno”. La loro gioia, il loro senso di responsabilità, la loro fratellanza sembra davvero realizzare i princìpi dell’età dell’Acquario, il sogno del Villaggio Globale.

Da qualsiasi punto lo si osservi, questo è un periodo straordinariamente intenso e denso di avvenimenti, che segna la difficile transizione dalla “cultura della frammentazione”, che ha diviso nazioni, civiltà e razze, in ogni epoca del passato, alla cultura globale caratterizzata da una visione unitaria e olistica dell’esistenza. E questa nascita, come tutti i parti, non sarà un processo facile e indolore.

Questo momento può essere considerato, nel bene e nel male, come il culmine di un millenario processo di crescita umana. Un’antica cultura sta morendo e una nuova consapevolezza sta sorgendo. Stiamo testimoniando il caotico momento di transizione tra un’epoca e l’altra. Ma quali sono le caratteristiche filosofiche di questo passaggio epocale? Quali sono gli strumenti per evolvere verso una nuova cultura planetaria?

La cultura della frammentazione e il modello dicotomico

Il modello dicotomico che sta alla base di questa cultura è espressione di un uomo senza integrità. Un uomo che vive una profonda divisione interiore tra anima e corpo, tra cuore e testa, tra le sue qualità maschili-razionali e femminili-affettive, tra i suoi istinti e la sua coscienza, e che riflette questa percezione frammentata dividendo lo spirito e dalla materia, la religione e la scienza, la medicina e la psicologia, l’uomo e la donna.

La divisione dell’esperienza umana si riflette neurofisiologicamente sulla divisione funzionale delle differenti aree cerebrali, tra cervello rettile-istintivo, mammifero-emozionale e umano-mentale, tra emisfero razionale ed emisfero intuitivo, creando quello stato che il neurofisiologo Paul MacLean chiamava “schizofisiologia” ossia divisione delle attività del cervello.
Studiosi, scienziati e mistici come Capra, Bohm, Krishnamurti, Prigogine e Pribram ritengono che una delle caratteristiche essenziali della nostra cultura, e di quella scientifica in particolare, sia la sua radicata tendenza alla frammentazione o alla divisione.

Frammentazione significa che, per comprendere e spiegare un fenomeno, lo si analizza scomponendolo nei suoi elementi costitutivi o nei suoi parametri essenziali cercando di comprendere le leggi che lo governano e lo muovono.
Questo processo di conoscenza, caratteristico dell’emisfero razionale e orientato agli aspetti materiali dalla mente rettile, offre indubbi risultati, permette infatti di quantificare, analizzare e in gran parte predire molti dei fenomeni e degli eventi del mondo. L’enorme sviluppo della scienza e i suoi grandissimi risultati industriali ed economici testimoniano la forza di questo pensiero logico-analitico oggi orientato al possesso e alla conquista della materia.

E’ il modello dicotomico che spinge l’uomo a vivisezionare un animale per capire i meccanismi biochimici o fisiologici della salute, che lo induce ad abusare o violentare per soddisfare i suoi bisogni sessuali, che gli permette di uccidere una balena per puri fini economici, a decimare una popolazione per desiderio di supremazia politica.

Per questa ragione il processo di crescita scientifico, tecnologico, industriale e bellico si è sviluppato incontrastato fino a quando c’era una Terra da conquistare, fino a che vi è stato essere umano, animale o vegetale da dominare. Fino a quando non c’era coscienza e responsabilità.

Questa cultura della frammentazione e il suo inconscio modello dicotomico di base, sono uno dei problemi essenziali da superare in quanto costituiscono la struttura psichica di fondo dell’uomo attuale da cui originano i vari problemi socio-ambientali. Le più gravi mancanze di questa via di conoscenza analitica e frammentata sono la sua incapacità a comprendere l’unità vivente e un’intollerabile mancanza di cuore.

Il paradigma olistico

“Oggi, ad un bivio cruciale nella storia dell’umanità, abbiamo bisogno di nuovi concetti, nuovi valori, ed una nuova visione per guidare i nostri passi verso un futuro umano e sostenibile. La consapevolezza deve innalzarsi e trasformarsi da locale ed ego-centrica a globale e di dimensione planetaria. La nuova coscienza richiede una visione olistica di noi stessi, delle nostre società, della natura e del cosmo.” (Ervin Laszlo dalla prefazione del libro “Cyber la Visione Olistica“)

Il paradigma olistico e la concezione unitaria dell’essere umano e dell’esistenza nascono da un essere umano integro e consapevole della sua unità. Un essere umano che vive in modo naturale e consapevole. Che sente la sacralità di ogni istante e di ogni cosa. Le avanzate ricerche sul cervello, da me condotte, negli ultimi dieci anni, in Italia e in alcuni monasteri Himalayani, rivelano che in stato di depressione, malattia o crisi esistenziale le onde elettroencefalografiche del cervello sono a bassa sincronizzazione (bassa coerenza), mentre in stati di creatività, di integrità psicofisica e di meditazione si manifestano onde armoniche ad altissima sincronizzazione (altissima coerenza).

Una persona che vive l’unità tra l’anima, la mente, le emozioni e i suoi bisogni fisici, che pensa col cuore e agisce con la consapevolezza di essere parte di un delicato equilibrio sociale ed ecosistemico. L’unità interiore si riflette quindi istantaneamente – attraverso il cervello – sulla salute e sul comportamento e genera un modo unitario di percezione di sé e del mondo. Questo modo unitario e quindi armonico, equilibrato e non violento di pensare e agire è la radice del pensiero olistico, e della visione unitaria dell’essere umano e del pianeta. Esso rappresenta la più importante rivoluzione culturale della nostra epoca. E’ unicamente da questo nuovo paradigma che possiamo aspettarci una radicale trasformazione del nostro modo di vivere e di concepire il mondo.

Il problema planetario, per risolvere l’attuale crisi ecologica e sociale è quindi intimamente legato al processo di riarmonizzazione e di evoluzione umana. In altri termini salute globale e sviluppo del potenziale umano. Oggi tuttavia i medici curano solo il corpo, gli psicologi la mente e i religiosi lo spirito: questa divisione non ha più senso di esistere. L’essere umano è un’unità complessa e deve essere curato nella sua globalità. […]

I Creativi Culturali

Chi sono i creatori della nuova cultura planetaria emergente? Quali sono i valori che influenzeranno il mercato e gli stili di vita dei prossimi decenni?
Lo scorso anno negli Stati Uniti il sociologo Paul Ray e la psicologa Sherry Anderson hanno pubblicato il best seller “I Creativi Culturali: i 50 milioni di individui che cambieranno il mondo”.

Il tema del libro nasce da una vasta ricerca sociologica, durata tredici anni, che ha studiato più di 100.000 americani allo scopo di rivelare le caratteristiche della nuova cultura emergente: qual è la percentuale delle persone interessate e orientate all’ecologia, alla salute globale, ai valori umani, all’etica, alla pace, alla ricerca di sé? I ricercatori si attendevano valori variabili tra l’1% e il 5%. I risultati furono inaspettati: il 24% – che rappresenta un quarto della popolazione adulta statunitense.

Questa creativa e ottimista massa, in rapido sviluppo, si trova al limite di alcuni cambiamenti culturali che influenzeranno profondamente non solo le loro stesse vite, ma anche la società nella sua globalità. Sono stati chiamati creativi culturali in quanto stanno dando forma ad un nuovo tipo di cultura per il 21° secolo, che risulta da un profondo cambiamento di valori, delle priorità di vita, dello stile di vita, del modo di fare soldi e di spenderli. I creativi culturali sono distribuiti trasversalmente nella società, il 60% sono donne!

Le ricerche hanno successivamente rivelato che la “filosofia” dei creativi culturali è caratterizzata da serie prospettive ecologiche e globali, visione olistica della vita, enfasi sulle relazioni, orientamento alla spiritualità e allo sviluppo psicologico, alla medicina naturale e olistica, alla coscienza planetaria, insoddisfazione verso le grandi istituzioni della vita moderna e rifiuto del materialismo come base della vita e dello stato sociale. Non si identificano negli schieramenti politici correnti, anche se non sono “conservatori”.

Sappiamo da ricerche parallele svolte in molti paesi, che questa nuova cultura emergente sta manifestandosi in ogni parte del pianeta e in particolare nei paesi più industrializzati. In Italia, alla fine degli anni novanta, si attestavano su valori dal 16 al 20%, oggi potrebbero essere orientativamente tra il 20 e il 24%.

I creativi culturali non essendo completamente consapevoli di rappresentare un movimento collettivo, non riconoscono neppure quanto potente potrebbe essere la loro voce.

La loro inosservata presenza tuttavia influenza l’America, l’Europa e molti altri Stati. Essi influenzano il mercato (cibi bio, consumi etici, medicine olistiche, prodotti ecologici, economia etica, educazione globale, ecc.) e la vita pubblica, tenendo nelle loro mani il futuro dei loro Paesi. Le ricerche testimoniano gli effetti sensibili della loro influenza nel business, in politica, sulla rete Internet, nelle comunità e nelle strade.

Alla fine di Maggio al Villaggio Globale di Bagni di Lucca si è tenuto un incontro di due giorni – organizzato dal Club di Budapest con la partecipazione di Paul Ray, Sherry Anderson e una ventina di membri europei – sui creativi culturali e sul progetto di rifare in Italia ed Europa le stesse ricerche sociologiche.

Queste ricerche sociologiche hanno fatto molto scalpore negli ultimi anni negli USA. Molti hanno cominciato ad immaginare cosa accadrà nel mercato e nella politica quando questa enorme massa di persone (attualmente inconsapevole della propria globalità) quando sarà consapevole del suo potere e della sua influenza! Riteniamo che da questa presa di consapevolezza globale possano nascere i reali mutamenti sociali, economici, cultuali e spirituali che condurranno la nostra amata Terra verso un futuro umano e sostenibile.

Ma che cosa accade nella coscienza e nel cervello degli esseri umani che stanno trasformando la loro vita da frammentata a globale? E quali sono gli strumenti per cambiare?

Fine Prima Parte:

Tratto da: lamentemente.com

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Written by enricolistico

03/01/2011 a 16:47

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